Locanda Perbellini Milano: quando il bistrot diventa altro
Un pranzo di lavoro da Perbellini a Milano, tra aspettative alte e risotto troppo liquido. Cronaca di un ritorno che non è andato come sperato.
Avevo un bel ricordo della Locanda Perbellini. Qualche anno fa, un pranzo che mi aveva lasciato quell’impressione piacevole di aver speso bene e mangiato meglio. Così, quando si è trattato di scegliere dove portare un cliente per un pranzo di lavoro in zona Brera, il bistrot di Giancarlo Perbellini in via Moscova 25 sembrava la scelta più logica. Sulla carta, un nome che garantisce: lo chef veronese porta due stelle Michelin a Casa Perbellini di Verona e gestisce un impero di nove locali tra Italia e Hong Kong. Cosa poteva andare storto?
I piatti: esecuzione corretta, emozione latitante
Ho ordinato la Battuta di Fassona con olio ai funghi, verza, caprino e nocciole, seguita dal cavallo di battaglia della casa: il Risotto allo zafferano con ragù di ossobuco e salsa gremolata, il tributo milanese che ogni ristorante di questa città si sente in dovere di proporre.
La battuta era corretta. Ben eseguita, ingredienti di qualità, impiattamento curato. Ma fermiamoci qui: nessuno sprint particolare, nessun guizzo che ti faccia pensare “ecco perché sono venuto fin qui”. Un piatto che fa il suo dovere senza straordinari, come un impiegato al venerdì pomeriggio.
Il risotto, invece, mi ha lasciato perplesso. L’impiattamento era impeccabile, il ragù di ossobuco profumato, la gremolata presente al punto giusto. Peccato che il riso fosse troppo cotto e la consistenza decisamente troppo liquida per i miei gusti. Chiamatemi tradizionalista, ma un risotto milanese dovrebbe andare “all’onda” sì, ma non essere in procinto di diventare una minestra. È un dettaglio che in un bistrot qualunque si perdona; qui, con quel nome sopra la porta, stride.
L’ambiente: Brera con atmosfera da open space
Sono arrivato verso le 14, pensando di trovare il locale in fase di svuotamento. Illuso. Pienissimo, con tavoli così ravvicinati da permettermi di seguire integralmente la conference call del vicino (spoiler: il progetto Q1 è in ritardo). L’atmosfera oscillava tra il bistrot elegante che vorrebbe essere e la mensa aziendale di una multinazionale del centro. Con la differenza che in mensa il caffè è incluso.
Per carità, il locale è quello che è: 38 coperti in uno spazio contenuto nel cuore di Moscova. Ma la sensazione di pranzo “a catena di montaggio” non si addice a un indirizzo che punta sull’esperienza oltre che sul piatto.
Carta dei vini: giovane è bello, ma non sempre
La carta dei vini segue la filosofia bistrot: snella, senza sommelier, gestita dai camerieri. Fin qui, tutto legittimo. Il problema è che la selezione è davvero minima e le annate troppo giovani. Se cerchi un rosso con qualche anno sulle spalle per accompagnare degnamente l’ossobuco, rimarrai deluso. Nessuna alternativa per chi preferisce vini più maturi. Un peccato, considerando che il conto finale non è esattamente da trattoria.
Servizio: efficienza senz’anima
Veloce. Sbrigativo. Il personale fa il suo lavoro con precisione cronometrica, ma senza quel calore che trasforma un pranzo in un’esperienza. Si ha l’impressione di essere parte di un meccanismo ben oliato il cui obiettivo principale sia liberare il tavolo per il turno successivo. Efficiente? Sì. Memorabile? No.
Verdetto: rimandato a settembre
Qualche anno fa ero uscito dalla Locanda Perbellini con la voglia di tornarci. Oggi esco con un punto interrogativo. I piatti meriterebbero una cura maggiore nella cottura e nei dettagli, la location non aiuta a giustificare il posizionamento, e l’esperienza complessiva sa di “tanti coperti, poco amore”.
È il destino di molte insegne che espandono troppo? Forse. O forse era solo una giornata storta. Ma quando porti il nome di uno chef bistellato, le giornate storte non dovrebbero esistere.
Locanda Perbellini Milano: rimandato. Con la speranza che la prossima visita mi faccia ricredere.
Informazioni utili
Locanda Perbellini Bistrot Milano
Via Moscova 25, Milano (zona Brera) 02 3663 1450
Cucina italiana contemporanea, piatti della tradizione milanese Fascia di prezzo: €€-€€€ (circa 50-70€ a persona)
Selezione Guida Michelin
Cosa ho mangiato: Battuta di Fassona con olio ai funghi, verza, caprino e nocciole + Risotto allo zafferano con ragù di ossobuco e gremolata
Il mio voto: 6/10 – Sufficiente, ma non all’altezza delle aspettative
#Ristorante#Milano