Wine Food Fan Contattami
Articolo • • 3 min di lettura

Robata Kan riapre l'11 novembre: la griglia giapponese torna in viale Vittorio Veneto

Illustrazione: la robata e il tram in viale Vittorio Veneto
Illustrazione: la robata e il tram in viale Vittorio Veneto

Robata Kan riapre l’11 novembre. L’annuncio è arrivato su Instagram, con un ringraziamento ai clienti per il sostegno e la pazienza. Il ristorante giapponese di viale Vittorio Veneto 18 era chiuso dal 27 febbraio, il giorno in cui il tram 9 è deragliato e ha finito la corsa contro la sua vetrina.

Gli inizi

Robata Kan apre a novembre 2025, all’angolo con via Lazzaretto, a Porta Venezia. È il primo locale in Europa di un gruppo che a Tokyo ha quindici ristoranti. Il presidente, Shogo Inoue, all’inaugurazione l’aveva detta così: «Volevamo portare qui il sapore autentico del Giappone, quello delle osterie e delle case dei pescatori».

Che cos’è la robata

La robata, o robatayaki, è una griglia a fuoco vivo dove si cuociono verdure, pesce e carne. Nasce, si racconta, nelle locande del nord del Giappone, fra Hokkaido e Sendai, negli anni Cinquanta, prendendo a modello l’irori, il focolare dei pescatori. Il cliente siede al bancone e il cuoco cuoce davanti a lui.

Il “Kan” del nome è il carattere 燗, quello del sake scaldato. Sul sito ufficiale il locale si presenta con quattro parole: pesce, riso, nurukan, cioè sake tiepido, e robata.

Il 27 febbraio

Verso le quattro del pomeriggio un tram della linea 9 esce dai binari in viale Vittorio Veneto. Muoiono due persone, i feriti sono più di cinquanta. Il mezzo si ferma contro la facciata di Robata Kan. Gli alberi del viale lo deviano e il locale non viene distrutto del tutto, ma la sala e il bancone, la parte dei clienti, sono da rifare.

Dentro c’erano alcuni dipendenti, in cucina, e nessun cliente. Nessuno di loro si è fatto male. Uno ha raccontato al Corriere: «All’inizio credevo fosse un terremoto: tremava tutto e sono saltate le luci». Pochi giorni dopo, sui social, il ristorante ha scritto prima di tutto alle famiglie delle vittime, e poi che si sarebbe ripartiti «passo dopo passo».

La solidarietà

La dispensa non è finita nella spazzatura. Il cibo è stato portato all’Akira, il bar giapponese di Isola, cucinato lì e venduto, e il ricavato è andato a Robata Kan per i lavori. Akira, in Italia da ventitré anni, conosceva i ragazzi del ristorante da tempo: si erano rivolti a lui per capire come raccontare la cucina giapponese a Milano.

La riapertura

Dopo otto mesi di lavori la data c’è. Sul sito, gli orari sono dalle 19 alle 23, chiuso il lunedì. Novità sul menu, per ora, non ne sono state annunciate.

Da bere, la scelta più ovvia è quella del nome: sake, anche scaldato. Chi resta sul vino può andare su un bianco sapido o su una bollicina secca, che con il grasso e l’affumicato della griglia lavorano bene.

La recensione, se ci sarà, arriverà dopo l’11 novembre, da un posto al bancone.

#Milano#Porta Venezia#Giappone

← Tutte le schede