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Milano Wine Week 2026, com'è finita: calici a cinque euro e litri in calo

Illustrazione: l'Arco della Pace e i Dazi a fine festa
Illustrazione: l'Arco della Pace e i Dazi a fine festa

La Milano Wine Week ha chiuso domenica sera con il Closing Party al Dazio di Levante, sotto l’Arco della Pace. Biglietto da 25 euro, quattro consumazioni comprese. Nove giorni, più di cento appuntamenti. Un bilancio ufficiale con le presenze, per ora, non c’è.

Il 10 ottobre avevo pubblicato il calendario. Qui metto in fila com’è andata, partendo da un numero che con la festa c’entra poco.

I litri

Martedì 20, al Marriott, NielsenIQ ha presentato i dati sul vino venduto nei canali che monitora. Nei dodici mesi chiusi al 23 agosto: 3,1 miliardi di euro e 713 milioni di litri, con un calo dell’1,3% a valore e del 2,8% a volume. Il solo vino fermo, senza bollicine, perde il 3,6% dei litri. Il prezzo medio sale dell’1,6%, a 3,81 euro al litro, e non basta a coprire la differenza.

Crescono gli spumanti, +1,4% a volume, e il Metodo Classico supera il 9%. Fra le denominazioni il Lugana fa +18% a valore. Nel fuori casa, il 41% degli intervistati dice che spenderà meno per pranzi e cene.

Si beve meno, e chi beve guarda di più quanto spende. Il resto della settimana va letto da qui.

Il calice da cinque euro

Federico Gordini, presidente della manifestazione, lo aveva detto al Sole 24 Ore prima di cominciare: il calice permette di assaggiare senza impegnarsi su una bottiglia, e «i ricarichi eccessivi fanno perdere clienti». L’Enoteca MWW ai Dazi è stata la prova pratica. Ingresso libero, vini delle cantine partner solo al calice, da 5 a 15 euro, carta diversa ogni giorno. Da mangiare la michetta de L’Alchimia con i salumi scelti insieme a Veroni, o in versione vegetariana, e i taglieri. Nello stesso spazio la mostra “Il vino cambia forma”, 35 progetti di etichette e packaging firmati Spazio Di Paolo.

Una correzione. Nel calendario avevo scritto che all’Enoteca si entrava con una card e ci si serviva dalle macchine WineEmotion. Era il formato degli anni scorsi. Quest’anno c’era un banco, e qualcuno che versava.

Quanta gente sia passata e quali vini abbiano girato di più, gli organizzatori non l’hanno ancora detto.

Le carte premiate

Lunedì 19 sono stati consegnati gli MWW Awards, sesta edizione, con la giuria presieduta da Andrea Grignaffini. Oltre cento carte dei vini premiate. Fra i tre stelle ci sono i nomi che ci si aspetta: Osteria Francescana, Enoteca Pinchiorri, Le Calandre, Da Vittorio, La Pergola e, per Milano, Enrico Bartolini al Mudec. Fra i due stelle, Verso Capitaneo in città e D’O a Cornaredo.

Per il filo di questo pezzo contano di più alcuni premi speciali. Il Qualità-Prezzo è andato a D’O. La Migliore Selezione al Calice a Francesco Venezia di Reverso, a Milano. La Miglior Selezione di Bollicine a La Clementina di Roma e ad Affinatore di Milano. Miglior Oste: Maurizio Paparello della Salumeria Roscioli e Silvia Angelozzi del Bellariva, ad Alba Adriatica.

L’Alchimia di Alberto Tasinato chiude la settimana con un premio nella categoria Fine Dining e con Matteo Freni fra i due migliori sommelier under 30. Tasinato è anche uno dei tre curatori di Wine List Italia, e il suo ristorante gestiva il bar dell’Enoteca. Ciro Fontanesi, un altro dei curatori, sedeva in giuria. Lo scrivo perché chi legge lo sappia.

Gli altri premi che si notano: azienda più premiata in Wine List Italia Tasca d’Almerita, Famiglie del Vino a Ferrari dei Lunelli, Wine Mentor ALMA a Romano Dal Forno.

Il resto

Sabato 17 al brindisi gratuito di CityLife c’erano più di tremila persone, secondo l’organizzazione. Lo stesso giorno sono partiti i Wine Hospitality Awards, prima edizione, 50 cantine in dieci categorie. Fra queste Cascina Castlèt di Costigliole d’Asti, premiata per l’accessibilità. Il nome della Wine Destination of the Year non l’ho trovato in nessun comunicato.

L’anno prossimo è la decima edizione. Quando usciranno i numeri dei Dazi si capirà se il calice da cinque euro ha portato gente nuova o solo quella che ci sarebbe andata comunque.

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