Casa Format, alle porte di Stupinigi: porri da ricordare e una cantina profonda
A Casa Format si arriva uscendo da Torino in direzione di Stupinigi. In autunno inoltrato, o d’inverno, c’è quella sensazione piacevole di ritrovarsi in aperta campagna appena fuori dalle ultime propaggini della città, e il viale che porta alle scuderie di Stupinigi è molto bello, molto affascinante. Casa Format sta lì a fianco, a Orbassano, in via Tetti Valfrè.
È un posto particolare. È nato da un’idea legata all’arredamento: l’hanno voluto i proprietari di Format, il grande negozio di mobili di design che sta accanto, e il ristorante occupa un ex mobilificio. Da lì il progetto si è allargato in diverse direzioni: c’è il ristorante, c’è una sala per la pizza, ci sono le camere. Dietro ci sono Igor Macchia e Giovanni Grasso, gli stessi della Credenza di San Maurizio Canavese, che dal 2019 portano avanti qui quello che chiamano un “ristorto”: accanto alla cucina c’è un orto di duemila metri quadrati, con più di quaranta erbe aromatiche, e l’edificio produce da sé l’energia che consuma. La guida Michelin lo segnala da qualche anno.
Da fuori sembra una villa moderna con piscina. Dentro è ben arredato, con pochi tavoli, grandi vetrate e uno stile minimalista, molto moderno. Per me Casa Format resta un ottimo indirizzo per una cucina moderna, leggermente creativa, di territorio, che ogni tanto divaga in direzioni interessanti.
I piatti
Ho cominciato con la focaccia al padellino e il salume del giorno. La focaccia è molto buona, molto croccante, e sopra quel giorno c’era un crudo di 36 mesi veramente buono, gustoso. Come antipasto, perfetto.
Poi i porri fondenti con polenta di pignoletto rosso: sapore deciso, marcato, e un abbinamento molto interessante. Un piatto veramente riuscito.
Non altrettanto le crocchette di rubatà e verdure con gazpacho di pomodoro. Le ho trovate un po’ troppo pesanti, e la crocchetta non era ben riuscita: troppo morbida, quasi assorbiva il gazpacho, e così ha perso la sua croccantezza. L’idea è interessante, ma è uno dei pochi piatti che non sono riuscito a finire.
Per ultimo, ma non per importanza, un risotto al parmigiano con tartufo. Buono. Sul tartufo avrei osato un po’ di più: è un’annata particolarmente entusiasmante, anche se la raccolta non era ancora entrata nel vivo come succede verso novembre e dicembre. Sulla quantità, comunque, avrei sicuramente calcato la mano.
La cantina
Qui Casa Format fa la differenza.
Ottima selezione in cantina e personale molto preparato. Servizio ottimo, preciso.
Ho iniziato con un Franciacorta, poi sono passato a un ottimo Barbaresco: il Muncagota Riserva 2015 dei Produttori del Barbaresco. Muncagota è una delle menzioni geografiche di Barbaresco, e i Produttori imbottigliano le loro riserve da singola vigna solo nelle annate che lo meritano. Della 2015 ne sono uscite 16.666 bottiglie.
Ma il punto è la carta. Ha una bella profondità: bottiglie non banali, annate interessanti, anche datate. Un Barbaresco di undici anni in carta non è scontato. È difficile trovare questa profondità di annate anche in ristoranti di livello.
Casa Format merita sempre una visita. Ci vediamo alla prossima.
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