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Recensione • • 3 min di lettura

Casa Format, alle porte di Stupinigi: porri da ricordare e una cantina profonda

Casa Format 📍 Orbassano ★★★ ★★
Illustrazione: Casa Format in miniatura, con la piscina
Illustrazione: Casa Format in miniatura, con la piscina

A Casa Format si arriva uscendo da Torino in direzione di Stupinigi. In autunno inoltrato, o d’inverno, c’è quella sensazione piacevole di ritrovarsi in aperta campagna appena fuori dalle ultime propaggini della città, e il viale che porta alle scuderie di Stupinigi è molto bello, molto affascinante. Casa Format sta lì a fianco, a Orbassano, in via Tetti Valfrè.

È un posto particolare. È nato da un’idea legata all’arredamento: l’hanno voluto i proprietari di Format, il grande negozio di mobili di design che sta accanto, e il ristorante occupa un ex mobilificio. Da lì il progetto si è allargato in diverse direzioni: c’è il ristorante, c’è una sala per la pizza, ci sono le camere. Dietro ci sono Igor Macchia e Giovanni Grasso, gli stessi della Credenza di San Maurizio Canavese, che dal 2019 portano avanti qui quello che chiamano un “ristorto”: accanto alla cucina c’è un orto di duemila metri quadrati, con più di quaranta erbe aromatiche, e l’edificio produce da sé l’energia che consuma. La guida Michelin lo segnala da qualche anno.

Da fuori sembra una villa moderna con piscina. Dentro è ben arredato, con pochi tavoli, grandi vetrate e uno stile minimalista, molto moderno. Per me Casa Format resta un ottimo indirizzo per una cucina moderna, leggermente creativa, di territorio, che ogni tanto divaga in direzioni interessanti.

I piatti

Ho cominciato con la focaccia al padellino e il salume del giorno. La focaccia è molto buona, molto croccante, e sopra quel giorno c’era un crudo di 36 mesi veramente buono, gustoso. Come antipasto, perfetto.

Poi i porri fondenti con polenta di pignoletto rosso: sapore deciso, marcato, e un abbinamento molto interessante. Un piatto veramente riuscito.

Non altrettanto le crocchette di rubatà e verdure con gazpacho di pomodoro. Le ho trovate un po’ troppo pesanti, e la crocchetta non era ben riuscita: troppo morbida, quasi assorbiva il gazpacho, e così ha perso la sua croccantezza. L’idea è interessante, ma è uno dei pochi piatti che non sono riuscito a finire.

Per ultimo, ma non per importanza, un risotto al parmigiano con tartufo. Buono. Sul tartufo avrei osato un po’ di più: è un’annata particolarmente entusiasmante, anche se la raccolta non era ancora entrata nel vivo come succede verso novembre e dicembre. Sulla quantità, comunque, avrei sicuramente calcato la mano.

La cantina

Qui Casa Format fa la differenza.

Ottima selezione in cantina e personale molto preparato. Servizio ottimo, preciso.

Ho iniziato con un Franciacorta, poi sono passato a un ottimo Barbaresco: il Muncagota Riserva 2015 dei Produttori del Barbaresco. Muncagota è una delle menzioni geografiche di Barbaresco, e i Produttori imbottigliano le loro riserve da singola vigna solo nelle annate che lo meritano. Della 2015 ne sono uscite 16.666 bottiglie.

Ma il punto è la carta. Ha una bella profondità: bottiglie non banali, annate interessanti, anche datate. Un Barbaresco di undici anni in carta non è scontato. È difficile trovare questa profondità di annate anche in ristoranti di livello.

Casa Format merita sempre una visita. Ci vediamo alla prossima.

Galleria

La tavola: focaccia e crudo, porri, crocchette e il pane
La tavola: focaccia e crudo, porri, crocchette e il pane
Focaccia al padellino con crudo di 36 mesi
Focaccia al padellino con crudo di 36 mesi
Porri fondenti con polenta di pignoletto rosso
Porri fondenti con polenta di pignoletto rosso
Crocchette di rubatà e verdure, gazpacho di pomodoro
Crocchette di rubatà e verdure, gazpacho di pomodoro
Risotto al parmigiano e tartufo
Risotto al parmigiano e tartufo
Barbaresco Riserva Muncagota 2015, Produttori del Barbaresco
Barbaresco Riserva Muncagota 2015, Produttori del Barbaresco

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