FOOD & BEVERAGE MILANO E OLTRE
Il punto della settimana
Il 18 settembre in via Montenapoleone ha aperto un ristorante dove la sera si spendono centocinquanta euro per cinque portate. Lo firma Enrico Bartolini, lo chef più stellato d’Italia, lo ospita Dior, e oggi parte la settimana della moda, che per hotel e ristoranti vale ottantacinque milioni. Fin qui, Milano che fa Milano. Poi apri X e trovi un altro paese: si parla della bolla del food che comincia a sgonfiarsi, della birra piccola a sette euro, di troppe aperture e troppo poca gente che se le può permettere. Il Corriere intanto racconta, da Bologna, tavoli vuoti e turisti che si dividono un piatto in due e il vino non lo ordinano proprio. E Vanity Fair aveva già messo in fila tutto il resto: Milano non crede più nell’avanguardia, e si riempie di trattorie.
Il bello è che anche il ritorno al semplice ha un suo listino. Da Niko, al Bulgari, si presenta come un ristorante “eccezionalmente normale”, con la cotoletta e la parmigiana, e la normalità a quell’indirizzo non è mai stata una cosa a buon mercato. Più onesto Eugenio Boer, che la settimana in cui tutti inaugurano palazzi apre un bar à vin di quaranta metri quadri, sedici posti, trenta euro. Questa settimana, a Milano, la notizia è quella. Il resto è moda, e la moda dura una settimana.
Milano
Monsieur Dior, il ristorante della maison firmato Bartolini · dal 18 settembre Via Montenapoleone 12, dentro la boutique Dior riaperta dopo due anni di lavori, con un ingresso anche separato. A pranzo ogni piatto costa venticinque euro, a cena c’è un percorso di cinque portate a centocinquanta; in cucina il resident chef Giuseppe Allegretta, in sala Matteo Inzaina, e nel pomeriggio un’étagère di dieci preparazioni, cinque dolci e cinque salate. Bartolini arriva con quattordici stelle Michelin personali e un risotto alle rape rosse che, a leggere il menù, starebbe benissimo anche su una passerella. I venticinque euro del pranzo, in quel palazzo, sono la trovata più furba di tutta l’operazione: il cliente vero è la cena, il pranzo serve a farlo sapere a tutti gli altri.
La crisi dei ristoranti, raccontata da Bologna e ripresa da Milano · 19 settembre Il Corriere lo racconta da Bologna: tavoli vuoti, locali che chiudono, e turisti che non bastano più, perché si dividono i piatti e il vino non lo bevono. Su X il pezzo è rimbalzato a Milano, dove qualcuno l’ha preso come la prova che la bolla del food comincia a sgonfiarsi. Il fatto è bolognese, l’umore è di tutti. Quando si smette di ordinare il vino non è una questione di gusto, è una questione di conto, e chi lavora in sala se ne accorge molto prima di chi fa i bilanci.
Milano non crede più nell’avanguardia · 15 settembre Vanity Fair ha messo in fila la tendenza: si aprono sempre più posti con piatti comprensibili e arredi essenziali, e anche l’alta cucina si adegua, come Da Niko al Bulgari, che ha sostituito il ristorante firmato di Niko Romito con un menù di vitello tonnato, spaghetti al pomodoro, plin e cotoletta. Si chiama ritorno alla trattoria, e in parte è anche un ritorno ai prezzi, almeno nelle intenzioni. Resta da capire se Milano abbia davvero smesso di credere nell’avanguardia, o se abbia soltanto smesso di poterla pagare tutte le sere.
Burbero, il bar à vin di Eugenio Boer · 20 settembre Il secondo locale di Eugenio Boer e Carlotta Perilli dopo [bu:r] è un wine bar con cucina di quaranta metri quadri, sedici posti, una spesa intorno ai trenta euro. Il punto di partenza è il vino, con una carta costruita su territori e piccoli produttori; poi salumi, formaggi, piatti da dividere e qualche firma che migra da via Mercalli, a cominciare dal macaron di piccione. Il nome gioca con il cognome dello chef e con un carattere che, ammette chi lo conosce, la moglie ha molto ammorbidito. Uno stellato che apre un posto da trenta euro, nella settimana del ristorante Dior, è il miglior commento possibile alla settimana stessa.
MaRe, il pesce dei Capitaneo sopra piazza Duomo · dal 17 settembre Mario e Remo Capitaneo, due stelle, aprono un ristorante di pesce al quinto piano, con vista sul Duomo: primo e secondo intorno ai settanta euro, un centinaio con gli antipasti. Per ora è in apertura silenziosa, il debutto ufficiale è previsto per fine settembre. Un quinto piano sul Duomo è uno di quei posti dove si paga il panorama e si spera che il pesce sia all’altezza, e nel caso dei Capitaneo le premesse per sperarlo ci sono tutte.
Salotto Orsini, l’allieva di Romito a Brera · 20 settembre Gaia Giordano, che ha lavorato accanto a Niko Romito da Spazio, guida un nuovo ristorante di cucina tradizionale a Brera, con una spesa media sui cinquanta euro. È la stessa settimana in cui il maestro, al Bulgari, ha scelto a sua volta la strada del semplice: a quanto pare la scuola Romito, quest’anno, insegna soprattutto a fare le cose che si capiscono.
Christina, lo yacht di Onassis in corso Garibaldi · dal 17 settembre In corso Garibaldi 104 apre un ristorante di pesce che ricostruisce l’atmosfera del Christina O, lo yacht di Onassis dove sono passati Churchill, Kennedy e Marilyn: crudi, tartare, pesce fresco, oblò, luci basse e un’area cocktail ricavata nella stiva. Lo firmano l’imprenditrice Pina Troiano e lo scenografo Edoardo Di Iorio, che ha lavorato anche a La vita è bella. Da non confondere con MaRe, che apre nella stessa settimana con la stessa suggestione marinara e non c’entra niente. Due ristoranti di pesce a tema nautico nello stesso giro di giorni: se non è una tendenza, è almeno una corrente.
I ristoranti dove non basta prenotare · 15 settembre Da The Wilde a Casa Cipriani ad Aethos, crescono anche a Milano i members’ club con ristoranti e bar riservati ai soci e ai loro ospiti. Gambero Rosso si è chiesto cosa si mangi davvero, dentro. È la stessa città che in contemporanea riscopre la trattoria: una parte di Milano vuole il posto semplice dove entrano tutti, l’altra il posto dove non entra nessuno, e la cucina in entrambi i casi è la parte della serata di cui si parla meno.
Un magazzino per i freschi al Mercato Alimentare · 21 settembre Prologis ha avviato i lavori per una piattaforma da undicimilaottocento metri quadri, in sei unità a temperatura controllata, pronta entro la fine del 2026 per servire la distribuzione urbana, dai negozi ai ristoranti. È la notizia meno fotografata della settimana e probabilmente la più utile: un ristorante vive o muore anche di quanto è fresco quello che gli arriva alle sette del mattino.
Lombardia
ViVa, la Valtellina fa festa e manda Battisti a cucinare in piazza · 11-14 settembre Si è chiusa a Sondrio la seconda edizione di ViVa, Vini Valtellina, aperta dal DJ set di Ema Stokholma e costruita per portare al vino anche chi di solito non ci arriva. Il momento centrale è stato la cena in piazza, con circa duecentocinquanta persone, affidata a Cesare Battisti del Ratanà, che ha messo il Nebbiolo valtellinese accanto alla cucina lombarda. Un cuoco milanese chiamato a raccontare il vino di montagna è un bel modo di dire che la Valtellina, da Milano, dista meno di quanto si pensi. Il DJ set, invece, lo lascio giudicare a chi c’era.
Il tartufo nero dell’Alto Oltrepò diventa filiera · 21 settembre A Menconico, in provincia di Pavia, parte un progetto sul tartufo nero locale: dieci ecotipi, sei tartufaie pilota e più di mille piante micorrizate, per costruire una filiera tracciabile dalla pianta al prodotto. L’Oltrepò è abituato a sentirsi raccontare per quello che potrebbe essere, e un progetto che parte dalle piante e non dal marketing è una buona notizia.
Il pane armeno che si fa alle porte di Milano · 15 settembre Karen Avetisyan produce in Lombardia il lavash, il pane armeno sottilissimo, patrimonio Unesco, che si conserva per mesi e torna morbido con un po’ d’acqua. È una di quelle storie che non fanno rumore e che dicono molto di più di un’inaugurazione su come stia cambiando quello che si mangia intorno a Milano.
Derby Grill, l’Inghilterra a Monza · 21 settembre All’Hotel de la Ville di Monza il ristorante Derby Grill, guidato dallo chef Fabio Silva, propone un’atmosfera britannica e un menù da centoventi euro. Un ristorante inglese a due passi dall’autodromo ha una sua logica, ammetto, e resta da vedere se l’accento british riguardi solo l’arredo o arrivi anche fino al piatto.
Tavolo Unico, sette sale per sette tavoli a Busto Arsizio · 18 settembre Il ristorante ha cambiato sede e ora assicura sette tavoli, ciascuno in una stanza tutta sua, con un menù di sei portate a centoventi euro. Nella settimana in cui a Milano si discute di posti riservati ai soci, a Busto hanno trovato la formula più democratica dell’esclusività: il tavolo privato per tutti, basta prenotare.
Italia
Il vino al calice non è più un ripiego · 18 settembre Secondo una ricerca TradeLab per Federvini, il calice vale ormai il ventiquattro per cento del vino consumato al ristorante, e il trentuno nei locali di fascia alta; tra i diciotto e i ventiquattro anni più della metà si dice interessata a vini biologici o naturali. Qualche anno fa il vino al bicchiere era la soluzione per chi non voleva impegnarsi con una bottiglia, oggi è una scelta: si beve meno e si beve meglio, e chi ha una carta al calice fatta bene, per una volta, si trova dalla parte giusta della tendenza.
La Michelin degli hotel: l’Italia supera la Francia · 18 settembre Nella nuova selezione della guida dedicata all’ospitalità l’Italia conta duecentoventiquattro strutture, quattro più della Francia, ed è seconda al mondo dietro agli Stati Uniti. Battere i francesi in una guida francese ha sempre un sapore particolare, e non serve essere tifosi per godersela.
Vera Pizza Napoletana Champion, la Coppa all’Italia · 18 settembre La Coppa delle Nazioni, il trofeo Lello Surace, va all’Italia, con sette pizzaioli premiati e quattro ori. Ma l’oro sulla Margherita e sulla Marinara, le due pizze che non ammettono scorciatoie, l’ha vinto il Giappone. Il dettaglio è piccolo solo in apparenza: vuol dire che la pizza napoletana, ormai, è una disciplina che si studia, e chi studia con metodo prima o poi arriva.
Ernst Knam e la settimana da quaranta ore · 15 settembre Dopo che l’intera brigata se n’è andata, Knam ha detto a Fanpage che otto ore al giorno per cinque giorni sono la morte della ristorazione, che lui ne lavorava diciotto, che il settore dovrebbe avere una legge a sé perché “noi lavoriamo quando gli altri sono liberi”. Il problema che solleva, due turni che costano come due brigate, è reale. La soluzione, un po’ meno: se una brigata intera se ne va nello stesso momento, forse la domanda da farsi non riguarda solo la legge.
Radar social
Su X il clima della settimana è stato uno solo, e non è quello delle aperture. Mentre la stampa copriva Monsieur Dior, che le testate avevano già dato dal 15 e che sui social è stato soprattutto rilanciato, la conversazione spontanea girava intorno ai prezzi: la bolla del food, la birra a sette euro, il rapporto qualità-prezzo di una cena a Milano, un calo di clienti che qualcuno fa risalire a giugno. Il trend è confermato dalle testate, Vanity Fair su tutte, che però l’aveva dato prima: questa volta la rete non ha anticipato nessuno, ha dato un tono a quello che i giornali avevano già scritto.
In agenda
- dal 22 al 28 settembre · Milano Fashion Week Donna
- fine settembre · debutto ufficiale di MaRe, piazza Duomo (data da confermare)
- 25-27 settembre, 2-4 e 9-11 ottobre · Morbegno in Cantina (SO)
- dal 25 al 27 settembre · Festa del Fungo e della Castagna, Pisogne (BS)
- 27 settembre · Degu-Stazioni, metro M5 Milano
- 27 settembre · Festa dell’Uva, San Colombano al Lambro
- 4 ottobre · pranzo solidale Opera San Francesco con Cesare Battisti
- dal 17 al 25 ottobre · Milano Wine Week
- 18 ottobre · Slow Wine 2026, Superstudio Maxi, Milano
- 27 ottobre · gala TheFork Awards, Teatro Lirico Giorgio Gaber, Milano
Fonti: Scatti di Gusto · Gambero Rosso · Corriere della Sera · Vanity Fair · CiboToday · Fanpage · Italia a Tavola · Bereilvino · Food Affairs · Luciano Pignataro · Sky TG24 · Comune di Milano · Grok API (X)